TUTTI I SOGNI ANCORA VOLANO, MASSIMO RANIERI A STASH: "NON CHIAMARMI MAESTRO"


L' artista settantaduenne, nel suo spettacolo è riuscito ad esprimere oltre la napoletanità, l' empatia profonda nei confronti dei giovanissimi colleghi ospiti, tenendo svegli nella piacevolezza dell'ascolto milioni di spettatori, facendoli volari in un
bellissimo sogno ad occhi aperti

La tv la guardo poco, non è il mio forte. Colpa anche del linguaggio che purtroppo lo intendo subito e quindi recepisco spesso la manipolazione mentale all' opinione pubblica. Ieri sera, venerdì 26 maggio, però, sono stato incollato d'avanti al monitor per degustarmi la maestria di Massimo Ranieri, originalissimo personaggio dello spettacolo, ma soprattutto emblema della gentile, affabile civiltà partenopea, che fu una sub-colonia greca edificata tra il Vesuvio e i Campi Flegrei nell' VIII secolo a.C. Si, vabbè, i borboni, gli spagnoli, il settecento, il pallonetto, eccetera eccetera, ma Ranieri, napoletano, 72 anni, nel suo spettacolo è riuscito ad esprimere oltre la napoletanità, l' empatia profonda nei confronti dei giovanissimi colleghi ospiti, tenendo svegli nella piacevolezza dell'ascolto milioni di spettatori, facendoli volare in un bellissimo sogno ad occhi aperti. Non a caso la trasmissione ha avuto il titolo "Tutti i sogni ancora in volo". La prima delle due serate speciali, uno show realizzato con il fine di omaggiare le più belle canzoni degli anni '60, '70 e '80 mettendo in primo piano bravissimi artisti più giovani di lui, abbracciandoli, toccandoli, facendoli sentire all'altezza del proprio compito che dovranno affrontare anche in futuro. "E non chiamarmi maestro", ha detto storcendo il naso a Stash dei The Kolors.

Squisitamente hanno collaborato gli ospiti della prima puntata, artisti del panorama musicale italiano come Diodato, Noemi... e che dire della sua fan d'eccezione, Rocìo Munoz Morales? Ma la ciliegia sulla torta, prima di tutti l'ha messa l' amico e collega nonché coetaneo di Ranieri, Gianni Morandi, che per più di mezza trasmissione ha spruzzato socievolezza facendogli da spalla. Una serata, un sogno, insomma, che invita a sognare. Lo stesso Ranieri ha detto: "Ho sempre sognato e sogno ancora perché so che prima o poi il sogno si realizzerà ed è già successo, come per il mio grande Napoli", riferendosi allo scudetto vinto dopo trent'anni.

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