BRUNO CONTRADA, L' EX 007 DEI SERVIZI ITALIANI NON C' È PIÙ

L'ex dirigente dei servizi segreti italiani se n' è andato nei cieli celesti rimanendo l' impronta indelebile di un componente del Sisde al centro di lunghe e tortuose vicissitudini giudiziarie, avendo la forza di combattere per difendere la propria dignità di napoletano e uomo del Sud.  Condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, rinchiuso per un anno nel carcere militare di Santa Maria Capo Vetere,  ottiene poi gli arresti domiciliari per gravi motivi di salute.  Ma su di lui non esiste, ancora oggi, una condanna penale valida: la sua colpevolezza non è stata più giuridicamente sostenibile

PALERMO - È morto Bruno Contrada, ex dirigente di polizia, personaggio di spicco dei servizi segreti italiani. L'ex 007 si è spento nella sua casa di Palermo giovedi 12 marzo all'età di 94 anni. Contrada se n' è andato nei cieli celesti rimanendo l' impronta indelebile di un ex dirigente del Sisde al centro di lunghe e tortuose vicissitudini giudiziarie. Una serie di procedimenti difficili, complessi e ricchi di colpi di scena. Tutto racchiuso in una sola definizione: "condanna per concorso esterno in associazione mafiosa". Nasce a Napoli il 2 settembre del 1931, muore nella città in cui ha svolto la sua carriera, prima in Polizia di Stato, anche se ci teneva molto a sottolineare di "essere stato un ufficiale di complemento dei bersaglieri". Un ufficiale dell'esercito mancato. Un uomo che non ha completato il percorso per diventare leader militare, ma responsabile di guidare il personale e pianificare operazioni nell'attività investigativa della Polizia di Stato, dove nell'arco di un trentennio diventa alto funzionario dei servizi segreti. Arrestato la vigilia del Natale del 1992 perché alcuni pentiti di mafia asseriscono che avrebbe avvertito boss mafiosi di indagini in corso e avrebbe favorito la fuga ad alcuni esponenti di Cosa Nostra. Per questo è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa.

Una storia ricca di colpi di scena per l 'opinione pubblica, una vicenda dai bocconi amari da ingoiare per un uomo sentitosi lasciato solo nel grigio dipinto di grigio di un "carcere con le stellette". in cui però il personale addetto lo sostiene sul piano morale e psicologico, al punto che lo stesso, preso dal forte legame con l'istitizione per la quale ne fa parte
, non si stanca mai di lottare e di avere la voce per asserire che in tutto questo c'è di mezzo un errore giudiziaro. Tempi amari per Contrada, sforzi per combattere e difendere la dignità, putroppo in un  periodo quale quello delle stragi di mafia: La Squadra Mobile di Palermo in quegli anni è uno dei principali reparti impegnati nelle indagini contro Cosa nostra, con investigatori che cercano di ricostruire traffici di droga, omicidi e rapporti con la mafia americana. Pertanto il dirigente del Sisde è condannato a 10 anni di carcere il 5 aprile '96. La condanna diviene definitiva nel 2007. 

Il 10 maggio dello stesso anno è accompagnato nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere per scontare la pena. Rimane lì fino al 24 luglio 2008. Ottiene poi gli arresti domiciliari a causa delle gravi condizioni di salute. Condanna poi dichiarata ineseguibile dopo le decisioni della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo e della Corte di Cassazione.Tra custodia cautelare, carcere e domiciliari sconta circa 8 anni complessivi di detenzione. Fine pena nel 2012. Il caso Contrada è considerato da molti osservatori, ambito  in cui apparati dello Stato, politica, economia e criminalità organizzata sono intrecciati.
 Ma su di lui non esiste oggi una condanna penale valida, la sua colpevolezza non è stata più giuridicamente sostenibile. https://www.enzodimicco.com/

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