GUERRA IN IRAN, ECCO TUTTE LE VERITÀ

Israele e Usa combattono insieme contro il regime degli Ayatollah, ma hanno obiettivi diversi da raggiungere. Il ministro degli esteri cinese, Wang Yi li ha detto chiaramente, e senza peli sulla lingua, alla politica estera statunitense: "Cessate il fuoco. I vostri attacchi all' Iran sono inaccettabili". Un messaggio semplice, ma netto per capire che la Cina è determinata ad affrontare gli Usa che non hanno la diplomazia qualificata nè il materiale adatto per affrontarla 

 
Facciamo qualche passo indietro per capire meglio come la pensino i presidenti americani sulle guerre nel mondo, per poi parlare della questione Iran-Usa-Israele-Palestina. Joe Biden, tanto per fare un esempio, quando era in carica alla Casa Bianca ritirò le truppe statunitense dall' Afghanistan perchè tutto il contesto non gli apparteneva, era "firmato" Barack Obama. I presidenti Usa si “firmano” le guerre anche se non le vincono. Importante è fare la guerra. E questo accade dall'epoca di John Fitzgerald Kenney ad oggi. Biden, contento, se n'è andato a casa dopo una guerra tutta sua in Ucraina. Eppure in Afghanistan ha fatto uccidere con un drone dai suoi militari il successore di Osama bin Laden, alla guida di al- Qaeda, Ayman al- Zawahiri, nascosto in un appartamento a Kabul. Ma il ritiro delle truppe americane ha dato agio ai talebani di ritornare al potere spaziando tra la discriminazione di genere e la profonda crisi umanitaria; da una economia fragile al condizionamento della vita quotidiana della popolazione. Insomma, Biden ha lavorato cosi, ma non contento fino a volersi dedicare ad un'altra guerra. E questa volta contro la Russia servendosene dell'Ucraina governata dalla destra di Zelensky. Guerra resa poi complicata da una sciagurata Europa, ma allo stesso tempo elegante per il presidente statunitense, vecchietto, spesso svanito, disorientato e con la testa fra le nuvole.

Una guerra “griffata” insomma che gli è calzata a pennello, senza fare sforzi. Arriva Trump, unico presidente Usa che non ha mai promosso alcuna guerra. E fortuna vuole che alle elezioni per il suo secondo mandato trasforma la questione quale oggetto proficuo per la campagna elettorale, promettendo la pace tra Ucraina e Russia. Si è parlato addirittura di conferirgli il premio Nobel per la pace. Poi, eccolo qui, diventato il presidente Usa che in meno di sei mesi è arrivato a fare due guerre. Cosi in Venezuela contro Maduro, cosi ora spegnendo Khomeyni in Iran. Cosa accaderà? La guerra dell' Ucraina, che non appartiene a Trump, diventerà una patata bollente nelle mani della sola  Europa. Cosi gli investimenti Usa sono e saranno in favore di Israele contro l' Iran facendo credere all' opinione pubblica mondiale che Trump sta liberando il popolo iraniano dall' oppressione  Khomeyniana, come del resto lo stesso intervento americano è apprezzato da quella parte di ribelli iraniani che lottano per ottenere l' autonomia e l' indipendenza. E si tratta di ribelli di Ahwaz, dei Curdi iraniani e dei Baluci. Poi ci sono altri cittadini che lamentano discriminazioni anche di carattere religioso. In atre parole Donald Trump in Iran potrebbe perseguire l'analoga strategia di Biden, andandosene dall' Ucraina per dedicarsi a Israele e combattere insieme l'Iran avvalendosi anche delle minoranze iraniane per destabilizzare il regime degli Ayatollah. Ma perché tutto questo? Gli stati Uniti hanno un antico rapporto di amicizia con Israele. Si tratta di un'alleanza strategica e di interdipendenza definita addirittura "speciale", basata su un forte sostegno militare, economico e diplomatico da parte di Washington. E Beniamin Netanyahu, per gli amici più intimi, detto Bibi, è in sintonia sulla tendenza politica di destra di Trump. Pertanto in questo contesto si aiutano a vicenda, ma per due motivi diversi.
  
Il primo è che Israele è un esempio emblematico di come un territorio limitato (circa 20.770 km², pari a circa il 6,9% dell'Italia) non sia un ostacolo insormontabile per diventare una potenza tecnologica mondiale
. Anzi, la sua dimensione ridotta ha paradossalmente contribuito a sviluppare un ecosistema hi-tech unico al mondo, spesso definito "Startup Nation. Un paese occidentalizzato, ma nonostante tutto il territorio per Bibi è piccolino, troppo piccolo per una nazione diventata anche tecnologica. Fuori, dunque, il popolo palestinese dalla sua terra, che però è protetto dall' Iran. Un rapporto stretto fra Palestina e Iran basato sul sostegno politico, finanziario e militare di Teheran alle fazioni militanti come Hamas e Jihad Islamica, nel contesto dell' Asse della Resistenza  contro Israele. Nonostante le differenze religiose (Iran sciita, Hamas sunnita), l'alleanza è consolidata in chiave anti-israeliana, consolidatasi dopo il 1979 e intensificatasi nel tempo. Il secondo motivo, ovvero l' obiettivo di Trump per cui si è offerto ad aiutare il suo amico Bibi è la ricchezza del sottosuolo dell'Iran che conta litio, rame, zinco e titanio, risorse strategiche per settori come difesa, energia e tecnologie avanzate.
Ma la ciliegina sulla torta per la quale nessuno ne parla è quella che l' Iran è un paese di elevato interesse strategico per la Repubblica Popolare Cinese. Cina è Iran hanno firmato nel 2016 un accordo quadro di cooperazione strategica, cui ha fatto seguito nel 2021 un accordo di cooperazione della durata di 25 anni, potenzialmente del valore di 400 miliardi di dollari. Quindi per evitare che i rapporti si intensifichino fra Iran e Cina, l'invidioso Trump ha messo in moto la propria strategia colpendo e destabilizzando prima di tutto l'Iran per poi fare strada libera a Bibi che vuole conquistare la Palestina e cacciare fuori il popolo senza pietà.

 Ma che ne pensano i cinesi? Beh, una pagina di storia ricca di disumana confusione è stata già scritta in pochi giorni da Israele e Usa. Pertanto la Cina si prepara ad affrontare in maniera determinata gli Usa che scarseggiano di una diplomazia capace per occuparsi dell' Asia. Una Cina, insomma, robusta quanto intoccabile, ma soprattutto colta è di intelligenza superiore alla media con raffinata diplomazia ha già condannato senza mezzi termini gli attacchi americani all'Iran. Anzi, il ministro degli esteri cinese Wang Yi li ha detto chiaramente, e senza peli sulla lingua, alla politica estera statunitense: “Cessate il fuoco. i vostri attacchi all' Iran sono inaccettabili”. Un messaggio semplice, ma netto per capire che la Cina è determinata ad affrontare gli Usa che non hanno la diplomazia qualificata né materiale adatto per affrontarla. https://www.enzodimicco.com/
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