SANT' ANTONIO ABATE VENERATO ANCHE A FRATTAMAGGIORE

Il santo eremita, simbolo di protezione rurale e tradizione, è festeggiato il 17 gennaio con la benedizione degli animali domestici

FRATTAMAGGIORE (NA) - 17 gennaio, ricorrenza dedicata a Sant'Antonio Abate, protettore del fuoco e degli animali domestici. Tradizione italiana per la quale la comunità cristiana si riunisce per finalità di culto e di festa anche a Frattamaggiore, ove accorrono abitanti da tutti i paesi dell'area metropolitana a Nord di Napoli per la benedizione dei propri animali.                              
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Scenario suggestivo il sagrato della parrocchia di Maria Santissima Annunziata e Sant'Antonio sul quale i Diaconi Pasquale Saviano e Domenico Paciolla si sono alternati durante la giornata dando testimonianza di fede, vita e valore sociale e culturale, con  riferimento agli animali e richiamo alla natura, e a tutti i lavori di campagna.   

Pertanto il parroco don Nicola Barbato ha sottolineato il punto focale di devozione, venerazione e preghiera concelebrando la santa messa con il vescovo di Aversa, monsignor Angelo Spinillo. Sant' Antonio Abate è il protettore degli animali domestici perché aveva un legame speciale con gli animali, che gli stavano accanto e che lui proteggeva e rispettava profondamente. "La sua effigie - ha detto don Nicola - lo ricorda anche come padre del monachesimo cristiano”. 

Il santo eremita è anche il protettore del fuoco. Secondo la leggenda, Sant'Antonio Abate sarebbe sceso all'inferno per sottrarre una scintilla e donarla agli uomini. Con l'aiuto del suo maialino - animale che nell'iconografia lo accompagna spesso - avrebbe distratto i demoni, riuscendo a portare il fuoco sulla terra. Ma c'è anche chi dice che il Santo scese nelle profondità dell’inferno per liberare i peccatori dal fuoco ed è in suo onore, che l' Italia ricorda e lo festeggia accendendo un falò. Si coniugano dunque sacro e profano trovando cosi un equilibrio, una connessione tra la dimensione spirituale e la vita terrena e mondana attraverso il rituale, la tradizione.
Durante la serata, il parroco di Piazza Riscatto ha accompagnato i fedeli nella preghiera davanti al fuoco   associando il calore della fiamma a una fiamma di fede interiore, celebrando le sue virtù di penitenza, coraggio e carità. 

"Le feste dei santi sono sempre il momento del quale la comunità si raccoglie intorno all' altare come è proprio di ogni celebrazione - ha detto il vescovo Spinilli - ma è anche in compagnia di quei nostri fratelli che hanno vissuto in maniera intensa il vangelo. E quindi la Santità, desiderando ciò che è senza limiti, senza confini, una carità piena di partecipazione". 

La serata è terminata con un momento conviviale e musicale. Cosi la conclusione di un evento gastronomico e popolare unendo la tradizione al cibo, nel caso alla pasta e fagioli preparata dal signor Crescenzo Capasso e alla musica popolare con brani eseguiti da iI Cibele, con balli di una rappresentanza del gruppo Sud Folk Dance. Una performance organizzata nel segno del volontariato da parte del “Comitato il riscatto dei Frattesi” e dalla Confraternita del Peperoncino. https://www.enzodimicco.com/ 

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