PAPA FRANCESCO RICEVE IL SEGRETARIO NAZIONALE DELLA CISL, LUIGI SBARRA


Il sindacalista è stato ricevuto dal Santo Padre in udienza privata nel Palazzo Apostolico di Città del Vaticano 


CITTA' DEL VATICANO - Incontro semplice, sobrio fra due persone al servizio del sociale, sia pure con ruoli diversi e di peso e misura diversa, ma dai valori cattolici senza dubbio. Francesco è il capo della Chiesa Cattolica Apostolica Romana. Lui, Sbarra è il rappresentante di quattro milioni di lavoratori iscritti alla Cisl. Al centro dell' incontro il tema della dignità e la sicurezza sul lavoro, ma anche della disoccupazione, dell’ aumento della povertà e delle diseguaglianze sociali. Lunedì 7 giugno, in udienza privata nel Palazzo apostolico di Città del Vaticano, il numero uno della Cisl ha cosi segnato una posizione di grande significato e sintonia reciproca con il Vaticano, sul piano sociale verso i più deboli, mettendo al primo posto l'ideale etico-giuridico e politico secondo cui tutti in una società debbano essere considerati allo stesso modo, relativamente a specifici diritti o valori che siano, partendo dal lavoro. “Con immensa gioia ho espresso al Sommo Pontefice la mia profonda gratitudine personale e quella degli oltre quattro milioni di iscritti alla Cisl, per il Suo alto magistero sociale che ci richiama quotidianamente alle nostre responsabilità”, ha spiegato il leader della Cisl, Luigi Sbarra, al termine dell’incontro. Papa Francesco è per la Cisl, sindacato aconfessionale ma saldamente ispirato ai valori della dottrina sociale della Chiesa, un punto di riferimento costante, quindi, per il sindacalista, specialmente in questo tempo storico segnato in tutto il pianeta dalle gravi conseguenze economiche e sociali a causa della pandemia. "Per questo oggi - ha detto ancora  il segretario nazionale della Cisl - abbiamo voluto testimoniare al Santo Padre la volontà di rispondere concretamente ai suoi appelli con il nostro agire quotidiano, nel segno di una reale solidarietà, dell’inclusione sociale, di una maggiore presenza nelle periferie esistenziali, del sostegno ai più deboli e bisognosi della società”.

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