PENSO E DICO, PERCHE' NE SONO CONVINTO, CHE...

di Enzo Di Micco
Penso e dico, perché ne sono convinto, che un giornalista possa  essere un gran pennivendolo, un gran poco di buono, nel senso che possa essere anche fazioso, di parte, con quel partito o l’altro, ma sicuramente è un uomo che mai e poi mai si farebbe  tirare nel  vortice della malavita. Un giornalista è vincolato ad un codice di deontologia molto severo…fino a penetrarti nella moralità che si rimanda all'etica professionale. Dico ciò  qualche settimana fa, con  mio  personale compiacimento, ad Albenga, provincia  di Savona, in Liguria, hanno inaugurato  una piazza intitolata a Enzo Tortora, giornalista di grande spessore  e coraggio ancor prima che diventasse conduttore televisivo.
Tortora fu arrestato  il 17 giugno 1983 con l'accusa di associazione per delinquere di stampo camorristico basata su affermazioni di pentiti. Dopo essere stato condannato nel 1984 a 10 anni di carcere, il 15 settembre 1986 fu  assolto con formula piena dalla Corte d'appello di Napoli. Fu il più grande errore del secolo da parte della magistratura italiana. Il Sindaco di Albenga  Giorgio Cangiano, alla presenza delle maggiori Autorità, ha cosi inaugurato  piazza Enzo Tortora. La piazza deliberata  dal Consiglio Comunale durante l’amministrazione del sindaco Antonello Tabbò, e intitolata poi  dal sindaco Rosy Guarnieri, fu progettata  a suo tempo dall'architetto,Claudia Gravellone. Ad Albenga, quindi, festa in grande stile. Ad aprire la manifestazione  il professor Pier Franco Quaglieni direttore del Centro Pannunzio. Presente la senatrice Francesca Scopelliti, compagna di Enzo Tortora e presidente della Fondazione Internazionale per la Giustizia "Enzo Tortora". Print Friendly and PDF