Celebrazione del passaggio del santo alla vita eterna, vissuta con tanti eventi, soprattutto ad Assisi, per i quali la cittadina atellana, in provincia di Caserta, non è mancata a ricordare i valori di amore, fraternità, rispetto per la natura e spiritualità del santo, patrono d'Italia. Cosi don Alfonso D' Errico, il parroco della chiesa di Sant' Elpidio, ha concelebrato la Santa Messa con il vescovo emerito di Assisi, monsignor Domenico Sorrentino. In seno all'evento la presentazione del libro scritto e pubblicato dallo stesso presule: "Il cuore nascosto del Cantico"
SANT'ARPINO (CE) - Rito celebrato per commemorare il "poverello di Assisi", venerdì 17 aprile nella chiesa di Sant' Elpidio, il cui parroco è don Alfonso d'Errico. Evento per rievocare il passaggio del santo alla vita eterna. 800 anni dalla sua morte. Francesco, santo, patrono d'Italia, nell' autunno del 1226 termina il suo cammino terreno. Per l'occasione Papa Leone XIV ha indetto uno speciale "Anno Giubilare" francescano che si concluderà il 10 gennaio 2027. Pertanto a Sant' Arpino, in provincia di Caserta, la Santa Messa concelebrata da don Alfonso e il vescovo emerito di Assisi, monsignor Domenico Sorrentino, per rendere omaggio all' eredità di amore, fraternità, attenzione al creato e spiritualità del santo noto per la scelta della povertà radicale.
👇Il servizio
Espressivo il saluto istituzionale del sindaco di Sant'Arpino Ernesto Di Mattia: "In tale contesto - ha detto il primo cittadino - appare particolarmente significativo il dialogo, che io reputo interessante, ideale fra San Francesco D'Assisi e papa Francesco, due figure distinte, ma profondamente unite dalla medesima intuizione: la fraternità universale che lega l' uomo al creato e a ogni creatura".
In seno all'evento, la presentazione del libro scritto e pubblicato dallo stesso vescovo Sorrentino: "Il cuore nascosto del Cantico". Da sora Morte e frate Sole, san Francesco e le strofe del vescovado - edito da Mondadori. Scrittore di grande levatura intellettuale, dotato di una cultura vasta e profonda, capace di intrecciare sapere e sensibilità critica, Sorrentino nelle sue pagine ci narra del rapporto tra Francesco e la Chiesa di Assisi; del vescovado, che frequentò soprattutto negli ultimi due anni della sua vita, quando gravemente malato, fu ospitato dal vescovo Guido II: momenti del Cantico composto da San Francesco.
Ma soprattutto il vescovo scrittore, mette in luce una riflessione
significativa che induce novità, proponendo una nuova chiave di
lettura, sorprendente, partendo dalla fine. Sono le ultime strofe a
racchiudere il cuore nascosto di questo meraviglioso inno. Come in un
"canone inverso", rovescia la lettura
tradizionale e si sofferma subito sulle strofe finali, dedicate al
perdono, al dolore e a "sora nostra Morte corporale". Qui,
la melodia del Cantico arriva a toccare la condizione umana in tutta
la sua fragilità.
"È un invito a guardarsi dentro, nel profondo
dell'animo. Non a caso - ci fa sapere lo scrittore vescovo - queste
strofe "della soglia" furono composte nel vescovado di
Assisi - a differenza delle prime, composte a San Damiano - e in un
periodo particolarmente doloroso: lì, tra le spesse mura episcopali San Francesco ha dovuto confrontarsi con la sofferenza fisica e
la grande notte dello spirito". Alla presentazione del libro hanno relazionato il giornalista Franco Buononato e la giornalista dell’ Osservatore Romano, Rosa Carillo Ambrosio. Il coordinamento è stato affidato al giornalista e direttore di PulciNellaMente, Elpidio Iorio.
Densa di significato la performance Artistica-Poetica con l’esibizione di Gianni Aversano e di Martina Iorio. L’iniziativa, promossa dalla Parrocchia Sant’Elpidio insieme all’associazione PulciNellaMente, al Comitato Festeggiamenti e alla Pro Loco di Sant’Arpino, ha ribadito l’urgenza di rendere vivo il messaggio di Francesco d’Assisi, trasformandolo in azioni concrete e impegno civile, nella vita di tutti i giorni. https://www.enzodimicco.com/





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