ECCO CHI ERA VERAMENTE PAOLO CIRINO POMICINO

Il corsivo 

Le amicizie dell'ex ministro demitiano e andreottiano erano squisitamente selezionate, in particolare una, Francesco Narciso, detto Ciccio  

Oggi, a Roma i funerali di Paolo Cirino Pomicino alle 13.30, nella Basilica del Sacro Cuore Immacolato di Maria, mentre scrivo queste righe a volo d'uccello. Di lui rimane il ricordo di un ministro della Funzione Pubblica indicato da Ciriaco De Mita, nel 1988 e ministro del Bilancio voluto da Giulio Andreotti, nel 1989. Uomo di spicco dello scudo crociato, brillante. Quando i giornalisti napoletani lo aspettavano e spuntava all'orizzonte l' auto blu, qualcuno diceva: "Arriva 'o ministr", ma l'appellativo originale era 'O re e Napul, perchè proveniva dall'esperienza dell'esecutivo cittadino partenopeo prima di essere conferito ministro. Pomi, cosi lo voglio chiamare perchè una sera che mi fu presentato da Ciccio, un amico in comune, mi sorrise mentre gli parlavo. E disse: "Guagliò dammi del tu, non ti preoccupare, stai a propio agio". Era sempre disponibile e sorridente, con la battutina pronta, non scappava mai dai giornalisti, nonostante fu trascinato nel vortice di "Mani pulite", affrontando una quarantina di processi. Mai condannato. Insomma, di lui rimane anche e soprattutto l'impronta indelebile di un intellettuale di alto spessore dalla cui percezione dei cittadini è comunque quella del netto distacco dall'attuale classe politica, che avrebbe bisogno di prendere lezioni prima di esporsi, come del resto si usava un tempo. Ma chi era Ciccio, l'amico in comune che mi presentò Pomi?... Pace all'anima sua, ora non c'è più neppure lui, era uno che nel suo percorso di consigliere comunale, poi assessore e già, negli anni '79-'80 sindaco di Cardito, paesino di origine sannita situato ad un tiro di schioppo tra Napoli e Caserta, dimostrava ogni giorno cosa significasse servire davvero la propria collettività, con impegno, prima di tutto di incoraggiare i giovani, poichè era avanti con la mentalità di almeno 20 anni rispetto all' epoca in cui viveva, poi il linguaggio. Svolgeva la professione di avvocato, all'anagrafe Francesco Narciso, ma per gli amici Ciccio. Un uomo di grande senso di responsabilità, persona dal cuore grande capace di ascoltare, di capire i problemi della gente e di mettersi in gioco senza risparmiarsi mai. Ma era anche un politico scaltro dall' intuito che anticipava ogni evento, favorevole o sfavorevole all'interno dello scudo crociato locale, anche se cavalcava le onde della dell'allora "balena bianca"sul piano nazionale, al punto che lo stesso Pomi quando lo ascoltava aveva bene aperte le orecchie e anche gli occhi e la bocca facevano la loro parte. Ciccio era capace di cavalcare abilmente il malcontento popolare distinguendosi per una notevole abilità diplomatica. Se capitavi a discutere con lui non avevi scampo, ti convinceva e dopo aver ottenuti i risultati ti ci affezionavi. Insomma, chi ha avuto la fortuna di conoscere queste due persone, molto, ma molto amiche fra loro, sanno perfettamente come erano legate al territorio e quanto ci tenessero al bene di tutti. Il loro esempio continuerà a vivere nelle cose che hanno fatto e nelle persone che gli hanno parlate.

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