Cardito, 80 mila euro per il verde pubblico, rischiano di morire le nuove piantumazioni

Un progetto nato per rendere più verde la città rischia di trasformarsi in un'occasione perduta. Cittadini preoccupati, impianto di irrigazione fermo e silenzio della politica locale

CARDITO (NA) - Dovrebbe rappresentare un investimento per il futuro ambientale della cittadina sannita a nord di Napoli. Un intervento pensato per aumentare il patrimonio verde locale, migliorare la qualità dell'aria e contribuire alla mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici. Oggi, invece, quel progetto rischia di essere compromesso proprio nella fase più delicata: quella successiva alla messa a dimora delle nuove piante. Nel parco comunale di Cardito, detto anche Parco Taglia, un'area verde di oltre 80 mila metri quadrati, numerose giovani essenze arboree piantate grazie a un finanziamento di circa 80 mila euro della Città Metropolitana di Napoli stanno mostrando evidenti segni di sofferenza a causa della mancanza di irrigazione. Si tratta di piante tipiche della cosiddetta macchia mediterranea. Il progetto di sintesi prevede il rinfoltimento delle aiuole più spoglie, dove sono stati messi a dimora piccoli lecci e altre querce dal fusto robusto. Lungo i viali, invece, sono state piantate giovani essenze di bosso (Buxus), destinate a diventare siepi.       

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Le immagini e le segnalazioni dei frequentatori del parco raccontano di giovani piante provate dal caldo estivo, con fogliame ormai secco e alberature che rischiano di non attecchire se non arriverà un intervento in tempi brevi. Intervento realizzato nell'ambito del programma della Città Metropolitana di Napoli dedicato alla "Tutela e valorizzazione del verde urbano ed extraurbano", con l'obiettivo di arricchire il patrimonio arboreo del territorio. Il progetto è stato portato a termine durante la precedente amministrazione guidata da Giuseppe Cirillo, oggi vicesindaco della Città Metropolitana di Napoli. Un'opera che nasceva con una finalità precisa: creare un nuovo spazio verde capace di offrire benefici ambientali alla comunità. Ma la manutenzione successiva alla piantumazione si è rivelata il punto critico. Secondo quanto riferito da cittadini e frequentatori abituali del parco, il problema principale sarebbe legato al mancato funzionamento dell'impianto di irrigazione. 

La ricostruzione raccolta sul territorio parla di alcune condutture sotterranee danneggiate durante precedenti lavori di manutenzione effettuati nell'area. Una situazione che, se confermata, aprirebbe interrogativi sul coordinamento tra gli uffici comunali e gli interventi eseguiti successivamente alla realizzazione del progetto. La gestione dei sottoservizi rappresenta infatti un elemento fondamentale nella programmazione dei lavori pubblici. Un impianto di irrigazione non funzionante, soprattutto nei mesi più caldi dell'anno, può compromettere rapidamente la sopravvivenza di giovani essenze appena messe a dimora. Oggi la situazione è nelle mani della nuova amministrazione guidata dal sindaco Nunziante Raucci, chiamata ad affrontare un problema che non può essere rinviato a lungo. Secondo quanto riferito dal Comune, sarebbero in valutazione interventi di ripristino e bonifica dell'impianto, ma i tempi indicati guarderebbero al mese di settembre. Un calendario che desta preoccupazione tra i cittadini, considerando le temperature elevate di questo periodo. Ogni giorno senza acqua aumenta il rischio che una parte consistente delle nuove piantumazioni venga definitivamente compromessa. "Un intervento straordinario attraverso autobotti o altre soluzioni temporanee - ha detto  un pensionato seduto sulla panchina - potrebbe rappresentare una risposta immediata per limitare i danni in attesa del ripristino definitivo". 

La vicenda presenta anche un risvolto politico. Durante l'ultimo Consiglio comunale la questione non ha trovato particolare spazio nel dibattito tra maggioranza e opposizione. Ovvero, a nessun componente della controparte è venuta in mente di parlare al sindaco di una problematica di tale entità. Un elemento che ha attirato l'attenzione di alcuni cittadini, considerando che il progetto era stato realizzato durante la precedente amministrazione e che oggi tra i banchi della minoranza siedono anche esponenti direttamente legati a quella fase politica. Va anche detto che il tema non era messo all'ordine del giorno, ma una interpellanza consiliare avrebbe aperto una dimensione politica dell'opposizione, in grande stile. Alle ultime elezioni amministrative Aldo Grimaldi si è candidato alla carica di sindaco come alternativa a Nunziante Raucci, con il sostegno anche di Giuseppe Cirillo, che ha scelto di candidarsi al Consiglio comunale. Cirillo, già sindaco di Cardito e attualmente vicesindaco della Città Metropolitana di Napoli, siede oggi tra i banchi dell'opposizione insieme alla coalizione guidata da Grimaldi. Proprio per questo intreccio di ruoli e responsabilità politiche, molti si sarebbero aspettati un confronto più acceso sulla sorte di un progetto nato durante la precedente amministrazione. Al momento, tuttavia, non risultano prese di posizione pubbliche significative sulla vicenda. Al di là delle appartenenze politiche, il problema riguarda un bene pubblico e un investimento destinato all'intera comunità. Mettere a dimora nuove piante rappresenta soltanto il primo passo. Il vero risultato si misura nella capacità di garantire cura, manutenzione e continuità nel tempo. Cardito oggi si trova davanti a una scelta: intervenire rapidamente per salvare le nuove essenze arboree oppure assistere alla perdita di un progetto nato con l'obiettivo opposto, quello di rendere il territorio più verde e più vivibile. Perché un' opera pubblica non si giudica solo dal giorno della sua inaugurazione, ma da ciò che riesce a lasciare negli anni. E un giovane albero, per diventare patrimonio della città, ha bisogno prima di tutto di una cosa semplice e indispensabile: acqua. https://www.enzodimicco.com/